La legge di riforma “La Buona Scuola” in pratica

Lo scorso luglio è stata approvata nella sua versione finale la legge di riforma “La Buona Scuola”.  Ma cosa comporta in pratica tale riforma? Lo ha spiegato la dirigente Dott.ssa Cristina Gatti nella riunione organizzata insieme a Valentina Spagnolo, mamma della primaria Scarpa e Presidente del Consiglio d’Istituto, ieri mercoledì 23 settembre alle ore 20.45.

Le novità sostanziali sono due, ed entrambe richiedono una partecipazione attiva dei genitori dell’Istituto:

  1. Il POF (Piano Offerta Formativa) da quest’anno non sarà più annuale ma avrà un respiro triennale. Dirigente e collegio docenti sono già al lavoro per redigere il testo che andrà presentato alle istituzioni competenti entro il 31 ottobre p.v. e nel quale la riforma chiede di indicare delle aree disciplinari di potenziamento (da scegliere all’interno di un elenco descritto nella legge di riforma) per le quali la scuola otterrà delle risorse aggiuntive in termini di personale docente. Non si sa ancora di quanti insegnanti per istituto (e quindi per scuola) si parla ma se non altro c’è forse un’inversione di tendenza a restituire alla Scuola qualcuna delle risorse che le sono state sottratte negli anni passati.  Anche su questo punto comunque bisognerà vigilare perché pare che queste risorse aggiuntive, che in teoria dovrebbero essere dedicate a potenziare le competenze indicate dalla scuola, potrebbero anche essere usate – in caso di necessità – per tappare i buchi delle varie carenze scolastiche (ad es. supplenze). Infatti la legge di stabilità prevede che le varie categorie di dipendenti scolastici (insegnanti, ausiliari, amministrativi) che si assentano per malattia o altro non possano essere sostituiti fin dal primo giorno di assenza (gli insegnati dopo 1 giorno, gli ausiliari dopo 7 giorni, gli amministrativi mai!) , quindi  in caso di assenze multiple si potrebbero creare situazioni critiche … Insomma come al solito con una mano si dà e con l’altra si toglie. Vabbè. In tutto questo i genitori possono segnalare alla scuola progetti, iniziative, proposte da attivare a scuola per potenziare le aree indicate nel POF o addirittura si possono candidare come promotori di qualche iniziativa di potenziamento.
  2. La legge prevede da quest’anno la creazione di un comitato di valutazione dei docenti che dovrà decidere, oltre che sulla valutazione dell’anno di prova per i neo-docenti immessi in ruolo, anche sul famigerato bonus da assegnare agli insegnanti più meritevoli. Il comitato sarà composto da tre docenti, un componente esterno appositamente formato e – udite udite – da due genitori dell’Istituto, e ovviamente presieduto dal dirigente scolastico. Come si può immaginare la creazione di questo comitato e la missione che gli viene assegnata ha creato non poco malumore e comunque dibattito. Su quali criteri valutare i docenti? E’ possibile individuare dei criteri di qualità oggettivi e misurabili? Come si rifletterà tutto questo sullo spirito di collegialità che ha sempre contraddistinto il lavoro degli insegnati nella scuola? Ci si potrà limitare a premiare chi ricopre ruoli aggiuntivi di coordinamento o di attività extra-didattica e che quindi dedica un tempo maggiore alla scuola? Questi e altri temi dovranno essere definiti nelle prossime settimane/mesi, possibilmente con l’accordo del collegio docenti, ma intanto il comitato va creato e occorre identificare due genitori volontari. Pertanto spargete la voce e segnalate eventuali candidature ai membri del Consiglio d’Istituto.

Invece al momento è tutto congelato per quanto riguarda la discrezionalità dei dirigenti scolastici nel chiamare i docenti per le immissioni in ruolo. Se ne parla fra un anno e ne sapremo di più prossimamente.

viva la scuola

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